Ο παγκοσμοποιημένος καπιταλισμός βλάπτει σοβαρά την υγεία σας.
Il capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute....
.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ...

(di classe) :-))

Francobolllo

Francobollo.
Sarà un caso, ma adesso che si respira nuovamente aria fetida di destra smoderata e becera la polizia torna a picchiare la gente onesta.


Europa, SVEGLIA !!

Europa, SVEGLIA !!

sabato 20 marzo 2010

Silenziatore mediatico

(Fonte. Luigi De Magistris)
Unico obiettivo centrato: ridurre al silenzio Annozero, Ballarò, Report e le voci critiche della tv.
Il Cda della Rai, dove la destra è padrona, si piega al volere di Berlusconi e di fatto conferma lo stop ai talk show politici. Nonostante la decisione del Tar che ha accolto il ricorso di Sky e La 7 contro il regolamento dell'Autorità di garanzia, la quale ha imposto la par condicio nel periodo elettorale rendendo nei fatti impossibile l'informazione politica. La legge, falsamente e strumentalmente, è tirata da tutte le parti per evitare che i cittadini conoscano, si formino un convincimento e in base a quest'ultimo votino.

giovedì 18 marzo 2010

Il debito USA e' gia' una mina vagante


Moody's: il debito Usa è già una mina vagante
di Francesco Piccioni
7.000 miliardi di bond scadono nel 2012
(Fonte)
«La crisi ci gira intorno», diceva qualche giorno fa il ministro Giulio Tremonti, con la faccia di chi teme sente arrivarsela alle spalle, mentre tutti ancora guardano il suo premier che ripete «stiamo messi meglio degli altri». Questa non è una crisi come le altre. E' iniziata da due anni e mezzo con la bollicina dei mutui subprime e nelle stanze di color che sanno si dice a denti stretti che ne dovranno passare almeno altri quattro. Per chi ci sarà arrivato vivo.

Ma è una strada così lunga che persino gli intoccabili stanno rischiando di andare in serie B. Accade che Moody's - una delle tre agenzie di rating che misurano (con metodi parecchio discutibili) sulla solvibilità del debito di paesi e società private - ha pubblicato ieri un report in cui, senza darlo per imminente, accenna al fatto che il debito inglese e soprattutto quello Usa potrebbero perdere la «tripla A» dell'affidabilità assoluta. Per evitarlo, la ricetta è quella sempre consigliata a paesi più piccoli e punibili, come la Grecia attuale: risanare i conti tagliando le spese.

La pseudo - tragedia greca


La pseudo-tragedia greca e il futuro dell’Unione monetaria
Antonio Lettieri
Fonte: "Sinistrainrete"
Perché l’ Unione europea non assiste la Grecia? L’argomento della falsificazione delle statistiche finanziarie e delle ragioni legali che impediscono il suo salvataggio finanziario non ha un reale fondamento. Il prossimo obiettivo dei mercati finanziari potrebbe essere la Spagna.

Il problema di fondo nasce dalla inconsistenza delle politiche dell’Unione europea e dalla sua permanente vocazione deflazionista. Nei primi mesi del 2010 la crisi finanziaria ha cambiato direzione Tra il 2008 e il 2009 le banche erano al centro della crisi, o perché erano all'origine del disastro, o perché erano oggetto di un grandioso quanto indiscusso salvataggio da parte degli Stati. La parola d’ordine era: "troppo grandi per lasciarle fallire".

Oggi, il vento soffia in una diversa direzione. La crisi finanziaria mette a dura prova i bilanci dello Stato, e le stesse persone che predicavano la necessità di salvare le banche senza risparmio di risorse dei contribuenti, oggi raccomandano di tagliare la spesa pubblica: in sostanza, una scelta deflazionistica, indifferente alla permanente debolezza dell’economia e alla disoccupazione di massa.

martedì 16 marzo 2010

Fonte Monetario Europeo


da megachip.info
**Democrazia: e se Giuliano Amato fosse più pericoloso di SilvioBerlusconi?
**Martedì 16 Marzodi Aldo Giannuli.
Dopo la crisi greca, va facendosi strada nella Ue l’idea di istituire un Fondo Monetario Europeo sul modello del Fondo Monetario Internazionale, proprio per riequilibrare i danni di eventuali crisi nazionali.
Per ora i contorni della proposta non sono chiarissimi, almeno stando a quel che si legge anche sulla stampa specializzata, ma qualche segnale allarmante inizia ad esserci.
E’ il caso di una recente intervista, in proposito, di GiulianoAmato (“Affari & Finanza- La Repubblica” 15 febbraio 2010 p. 2) che è stato fra i primi a proporre l’istituzione del Fme per “intervenire in caso di shock asimmetrici” (cioè di qualche singolo paese dell’Unione), compensando con la liquidità complessiva il rischio di default di qualche singolo paese dell’Unione.

Voi siete qui - Quelli che in fondo in fondo…


di Alessandro Robecchi

E’ bene immaginare l’ansia odierna dei cosiddetti terzisti. Galleggiatori professionisti, gente abile nel giustificare l’ingiustificabile a colpi di “ma” e “però” e “d’altrocanto”, conformisti supremi che accusano di conformismo gli altri.
Gente che davanti alle leggi razziali avrebbe scritto “tutto sommato…”, che davanti al rogo dei libri avrebbe detto: “in ultima analisi…”.
Gente che del regime accetta tutto, con l’accortezza di inserire una riga di dubbio da giocarsi poi in un’eventuale Norimberga.
Ce li troveremo – finito il regime berlusconiano – a cantare nel nuovo coro, con le stimmate dell’intellettuale coraggioso.
Vulgata odierna di questo manipolo di arditi col ditino alzato (“anche la sinistra, però…”): è grave che il capo del governo dia ordini a un’autorità di garanzia, ma non dovevamo saperlo dalla magistratura! Traduco in italiano: lo scandalo non è il dittatore che dà ordini, ma la magistratura che se ne occupa.
Oggi questi campioni del collaborazionismo sentono un brividino nella schiena. Perché dove un tempo bastava spalleggiare ora serve militare, dove bastava strizzare l’occhio ora bisogna applaudire.
Eri sodale, poi ti hanno chiesto di diventare complice. Poi complice non bastava più, dovevi diventare cameriere. Poi cameriere sembrava troppo dignitoso, ti si chiedeva di diventare servo. Da servo parevi troppo libero e ti si chiedeva di essere schiavo.
Sistemati i nemici, si passerà ai non troppo amici, poi agli amici che non sono amicissimi, poi agli amicissimi poco convinti nell’inchino.
Essi giustificano le censure di oggi con i loro “ma”, i “però”, i “d’altrocanto”, ma già tremano per se stessi. Fingono di non sapere della inguaribile bulimia del Conducator, che più mangia e più ha fame, che più schiaccia e più schiaccerà, servono il potere senza conoscerne la voracità. Verranno mangiati anche loro, e qualcuno scriverà sulla lapide: “Però, in fondo in fondo…”.

domenica 14 marzo 2010

L'opposizione in piazza: "Siamo 200mila"



Di Pietro: "Qui solo contro il premier"
Il centrosinistra è tornato in piazza per manifestare in difesa delle regole, in protesta contro il dl salva-liste del governo ma anche per avanzare proposte su lavoro e ambiente in vista delle regionali. Sotto lo slogan "Democrazia, legalità, lavoro. Sì alle regole e ai diritti. No ai trucchi. Per vincere", dalle 14 in piazza del Popolo si sono riuniti Pd, Verdi, Sel, Federazione della Sinistra, Socialisti, Idv e associazioni, tra cui il Popolo viola. In una piazza gremita (200mila persone, secondo gli organizzatori), dal palco si sono alternati i segretari dei partiti. Emma Bonino: "Serve un nuovo inizio". Di Pietro ha parlato di "unità contro Berlusconi": "Prima il paese si libererà del piduista, prima sarà possibile tornare a governare nell'interesse di tutti". Ovazione per Vendola: "La politica deve dare speranza a chi non ne ha più: abbiamo il compito di risollevare in piedi l'Italia stanca e sofferente". Bersani: "Andiamo a vincere, da qui costruiremo l'Italia del futuro". Il commento del premier: "Quello di oggi a Roma è davvero un aggregato stravagante e contraddittorio".

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